La prima macchina industriale: la Sholes&Glidden

Sholes, Glidden e Soul‚ avevano messo a punto nel 1873 con l’aiuto di Densmore, Weller, Schwalbach e del Dott. Roby il loro prototipo di macchina per scrivere pronto per la costruzione in serie.

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Yost interessò del progetto Philo Remington uno dei proprietari della Ditta E. Remington & Sons di Ilion. Questa ditta si era notevolmente sviluppata grazie alla fabbricazione di armi ma essendo ormai finita la guerra civile questa produzione non aveva più molto senso. La costruzione di macchine per cucire e agricole, di cui la ditta si occupava in quel periodo, non erano sufficienti per continuare a dare lavoro a tutti gli operai e ai tecnici. Serviva però denaro e operai specializzati in grado di portare notevoli migliorie alle macchine per scrivere in quanto gli inventori ne avevano deciso solamente gli elementi principali. William K. Jenne, Jefferson M. Clough e Byron A. Brooks parteciparono attivamente a questi lavori di modifica però nei primi tempi non vi furono risultati positivi.

Nel 1873 Remington aveva quasi deciso di lasciar perdere la produzione della macchine per scrivere quando Jenne lo pregò di lasciare solo a lui i lavori di ricerca che avrebbe proseguito e portato a termine senza chiedere nulla in cambio. Remington si dichiarò d’accordo: Jenne seguì lo sviluppo della macchina per scrivere e la completò nel gennaio del 1874 nel reparto delle macchine per cucire. Come esperto di macchine per cucire era dell’opinione che il ritorno del carrello doveva avvenire proprio come in quelle cioè azionando un pedale in modo che le mani non abbandonassero mai la tastiera…

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