La bellezza della Hammond

La macchina per scrivere Hammond prende il nome dal suo progettista, il giornalista americano James Bartlett Hammond (1839-1913). Egli passa comunemente per l’inventore della Hammond ma in realtà si limitò a perfezionare e mettere a punto per la vendita la Pterotype, inventata da John Pratt. Alcuni storici sostengono che egli abbia concepito l’idea di ideare una macchina per scrivere dopo aver visto gli incomprensibili dispacci mandati degli operatori del telegrafo nel periodo in cui era reporter di guerra per il Word-Tribune. (questo articolo è tratto dal sito www.typewriterstory.com)

Hammond era un abile uomo d’affari, capì l’importanza dell’invenzione e offrì a Pratt una buona somma di danaro per acquistare il brevetto della sua macchina diventando così il proprietario degli schemi di progettazione.

Egli riteneva che la macchina per scrivere avrebbe dovuto permetterenon solo l’utilizzo di diverse grafie ma anche di caratteri di alfabeti e lingue diverse semplicemente sostituendo il supporto portacaratteri.La macchina era caratterizzata da una ruota porta-caratteri, o meglio, una navicella porta-caratteri cioè una striscia semicircolare di gomma indurita (metallo leggero in seguito) che poteva essere facilmente sostituita. “Per ogni nazione, per ogni lingua” era lo slogan Hammond introdotto per sottolineare l’ovvio vantaggio di questa macchina rispetto alla concorrenza: l’uso di diverse navicelle intercambiabili con uno stile, un carattere e una lingua diversa.

Nelle sue macchine Hammond volle e cercò con insistenza una scrittura perfettamente regolare dove l’impronta della battitura avvenisse automaticamente. Rispetto alla Remington la cui scrittura era piuttosto irregolare la Hammond era significativamente più piccola e leggera e con un sistema di scrittura che richiedeva molte meno parti. Infatti era composta da solo 350 componenti, quasi 1/3 rispetto alla Remington.

Nessuna altra macchina come la Hammond può avere una così vasta gamma di varianti nonostante i modelli ufficialmente prodotti non furono molti, per questo una macchina distribuita in Europa poteva essere differente dal modello americano, tipo la tastiera, alcuni particolari o anche solo nel colore del supporto.
I primi brevetti per la macchina da scrivere Hammond sono stati concessi il 3 febbraio1880, praticamente il primo anno di produzione della Hammond n.1. Tuttavia, diverse fonti contemporanee indicano che la produzione e la vendita effettiva non sono state avviate fino al 1884, rendendo la Hammond la terza macchina per scrivere a tastiera sul mercato mondiale, dopo la Sholes&Glidden diventata poi Remington, e la Caligraph.

Uffiialmente nel 1881 viene introdotta sul mercato la Hammond n.1. Il primo modello fu molto ben curato esteticamente disponendo la tastiera a semicerchio a due file. Caratteristica principale inoltre era la carrozzeria in mogano o in rovere che elegantemente avvolgeva la macchina con i suoi caratteristici tasti rettangolari in ebano e l’applicazione di una ridondante placca con il nome del costruttore che la rendono una delle macchine storiche più attraenti.

Meccanicamente l’Hammond n.1 aveva 30 grandi tasti quadrati sistemati su due file semicircolari ed avevano una precisa successione di segni grafici. Questa era una tastiera Ideal ma nel 1888 la fabbrica fece uscire un modello con tastiera universale a tre file di tasti destinata a coloro che avessero già appreso a scrivere con un sistema diverso.

La parte principale della macchina è la torretta con il semicerchio di perni verticali che vengono spinti in alto quando un tasto viene premuto. Allo stesso tempo la navetta porta-caratteri gira e viene fermata dal perno, nella posizione corretta per imprimere il segno sulla carta. Per stampare la lettera sulla carta, un martello colpisce la carta da dietro, attraverso una fessura in una sottile striscia metallica (progettata per evitare macchie di inchiostro sulla carta) e la spinge contro la navetta porta-caratteri e il relativo nastro di inchiostrazione. Una volta impresso il carattere la molla viene rilasciata, il martello torna nella sua posizione iniziale, il perno scende di nuovo e le altalene della navetta ritornano in posizione neutra.

La Hammond n.1 aveva un portacaratteri molto massiccio che aveva la forma di una ruota dimezzata e spesso lasciava una doppia impronta mentre nelle successive versioni fu alleggerita.

Forse per problemi di costi eccessivi, dopo pochi mesi il primo modello Hammond venne modificato nell’estetica eliminando la copertura dei meccanismi più qualche altro particolare.Questo modello e’ oggi denominato per comodità collezionistica Hammond 1B. Resterà in produzione per parecchi anni nonostante ciò il modello 1/1b non venne prodotto in elevate quantità.

Anche della Hammond 1b vennero prodotti due varianti; una con la tastiera ideal e i tasti in ebano ma senza il rivestimento in legno sui meccanismi rendendoli quindi a vista ed una versione sempre a vista con la tastiera universale ma già con i tasti in vulcanite.

2 pensieri riguardo “La bellezza della Hammond

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *